Il malu­more tra i palestinesi è (a dir poco) forte per la deci­sione di non chiedere la sospensione di Israele presa la scorsa set­ti­mana dal pre­si­dente della Feder­cal­cio  all’assemblea della Fifa a Zurigo. E la Giordania lo ha proclamato “persona non grata”.

Il presidente della federcalcio palestinese Jibril Rajoub
Il presidente della federcalcio palestinese Jibril Rajoub

di Michele Giorgio – IL MANIFESTO

Gerusalemme, 4 giugno 2015, Nena News – Non è stato un ritorno a casa da trion­fa­tore per Jibril Rajoub. In Cisgior­da­nia, e non solo, il malu­more (a dir poco) è forte per la deci­sione presa la scorsa set­ti­mana dal pre­si­dente della Feder­cal­cio pale­sti­nese all’assemblea della Fifa a Zurigo. Rajoub ha riti­rato all’improvviso la richie­sta di sospen­sione di Israele, accu­sato di osta­co­lare in vari modi le atti­vità del cal­cio pale­sti­nese, e ha invece accet­tato un com­pro­messo con il suo omo­logo israe­liano Ofer Eini. Un passo indie­tro giunto dopo mesi di dichia­ra­zioni duris­sime di Rajoub con­tro Israele e di pro­clami impron­tati al mas­simo della fer­mezza. Ne esce dan­neg­giata l’immagine dell’Autorità nazio­nale pale­sti­nese (Anp) e anche di Fatah, il par­tito di cui Rajoub è uno dei mas­simi diri­genti. E in que­ste ore il pre­si­dente della Feder­cal­cio pale­sti­nese deve fare i conti anche con la rab­bia della Giordania.

Lunedì al suo arrivo all’aeroporto Queen Alia di Amman, Rajoub è stato dichia­rato “per­sona non grata” dalle auto­rità gior­dane che hanno impe­dito il suo ingresso nel Paese. Sol­tanto dopo una lunga trat­ta­tiva è stato auto­riz­zato a pren­dere un taxi e a rag­giun­gere il valico Re Hus­sein, da dove è entrato in Cisgior­da­nia. Ai gior­dani non importa molto della deci­sione di Rajoub di riti­rare la richie­sta di sospen­sione della Fede­ra­zione cal­cio israe­liana. Piut­to­sto sono furiosi per l’atteggiamento tenuto dal diri­gente pale­sti­nese durante e dopo le vota­zioni per l’elezione del pre­si­dente della Fifa, che hanno visto la ricon­ferma del con­te­sta­tis­simo Sepp Blat­ter a danno del suo prin­ci­pale rivale, il prin­cipe Ali di Gior­da­nia. Rajoub è stato ripreso dalle tele­ca­mere pale­se­mente sod­di­sfatto dopo la vit­to­ria di Blat­ter al quale ha stretto calo­sa­mente la mano per lo sgo­mento di tanti gior­dani che hanno river­sato il loro disap­punto sui social. Così come non hanno man­cato poi di festeg­giare quando si è dif­fusa la noti­zia del blocco di Rajoub all’aeroporto di Amman.

Rajoub, visi­bil­mente scosso, ha cer­cato di fare chia­rezza durante la con­fe­renza stampa che ha tenuto a Gerico. Ha negato di aver votato per Blat­ter e con­tro il prin­cipe Ali. Ha spie­gato che il com­pro­messo rag­giunto con Israele è volto a risol­vere i pro­blemi che devono affron­tare cal­cia­tori e spor­tivi pale­sti­nesi a causa dell’occupazione israe­liana. Ma le sue ras­si­cu­ra­zioni non hanno con­vinto. E se il pre­si­dente Abu Mazen resta in silen­zio, lasciando che cri­ti­che e pro­te­ste distrug­gano solo Rajoub per una deci­sione che, senza alcun dub­bio, è stata presa ai ver­tici dell’Anp, varie forze poli­ti­che alzano la voce. Per il Fronte popo­lare per la Libe­ra­zione della Pale­stina (Fplp), prin­ci­pale espres­sione della sini­stra pale­sti­nese, il ritiro improv­viso della richie­sta di sospen­sione di Israele dalla Fifa, è «Uno schiaffo allo sport pale­sti­nese, un atto di tra­di­mento», sia verso il popolo pale­sti­nese che verso i movi­menti di soli­da­rietà inter­na­zio­nali che anni denun­ciano le vio­la­zioni israe­liane in campo spor­tivo nei con­fronti degli atleti pale­sti­nesi. Per il Fplp la retro­mar­cia di Jibril Rajoub sarebbe una spia dell’atteggiamento pas­sivo dell’Anp che pre­oc­cupa in vista della (pos­si­bile) pre­sen­ta­zione alla Corte Penale Inter­na­zio­nale di una richie­sta pale­sti­nese di incri­mi­na­zione di Israele per la colo­niz­za­zione e l’offensiva mili­tare dello scorso anno con­tro Gaza.

Governo e feder­cal­cio di Israele al con­tra­rio cele­brano lo scam­pato peri­colo e accu­sano i ver­tici pale­sti­nesi di avere lan­ciato una cam­pa­gna volta a dele­git­ti­mare lo Stato ebraico che si sta­rebbe però rive­lando fal­li­men­tare. Sui media israe­liani la Foot­ball War e il passo indie­tro di Rajoub hanno tro­vato lar­ghis­simo spa­zio. Non pochi gior­nali rife­ri­scono che Israele nei giorni pro­ce­denti all’assemblea della Fifa a Zurigo aveva svolto un intenso lavoro diplo­ma­tico per con­vin­cere le altre fede­ra­zioni ad opporsi alla pro­po­sta pale­sti­nese. Rajoub, aggiun­gono, quando si è reso conto che la sospen­sione di Israele non sarebbe pas­sata, ha scelto la via del com­pro­messo. Ma nei Ter­ri­tori occu­pati la popo­la­zione pale­sti­nese avrebbe pre­fe­rito una scon­fitta ono­re­vole a una rinun­cia che giu­dica umiliante. Nena News


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