Nella Striscia un nuovo capitolo del progetto sportivo di scambio e formazione della ong italiana CISS che vede impegnati atleti e istruttori italiani e palestinesi e coinvolge palestre popolari e realtà che usano lo sport come strumento di emancipazione e educazione, di riscatto sociale, di libertà

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di Box Contro l’Assedio

Indagando sulla storia dello sport in Palestina prima del 1948, si evince che la boxe aveva raggiunto dei livelli molto più alti rispetto a ciò che si poteva immaginare. Il numero di club che praticavano il pugilato e l’emergere di atleti qualificati era alla base di questo successo. La boxe divenne uno sport popolare, proprio perché era diventata parte delle tradizioni atletiche esercitate dai giovani. Se confrontiamo tra i due sport più popolari in Palestina in quel momento, il calcio e il pugilato, è difficile determinare quale fosse più avanzato. Nonostante il numero dei calciatori fosse più alto, infatti, il livello di prestazioni e abilità dei pugili palestinesi era così elevato da superare la media regionale. La ragione era l’alta qualificazione dei pugili palestinesi e la natura stessa del pugilato che si distingue per la sua organizzazione, disciplina e sportività. Fino al 1948 le quattro città più attive nella boxe erano: Haifa, Jaffa, Gerusalemme e Ramla. In seguito all’occupazione, molti atleti dei territori del ‘48 furono esiliati a Gaza, dove lo sport divenne presto un fattore importante per mantenere l’identità palestinese. Essendo la Cisgiordania sotto amministrazione Giordana e Gaza sotto quella Egiziana, molti club si vedevano negata l’affiliazione alle federazioni (indubbio anche le pressioni israeliane in questo senso).

GAZA BOXE
GAZA BOXE

Oggi esiste un solo ring nella Striscia di Gaza e ci sono una 60ina di pugili e 10 allenatori che però si allenano in palestre che danno priorità ad altri sport come il calcio o il basket. Alcuni dei pugili più promettenti di fronte all’assedio continuato di Egitto ed Israele si sono trasferiti in Egitto in modo da poter prendere parte alle gare internazionali. L’ultima volta che un pugile di Gaza ha partecipato ad una gara internazionale è stato il 2014 al campionato “Mohammad Ali”; dopo quella data a nessun boxer è stato permesso di uscire dalla Striscia.

L’impossibilità di incontrare pugili di altri paesi, di uscire da Gaza per prendere parte ad allenamenti o competizioni è uno degli ostacoli maggiori che incontrano gli atleti gazawi oltre alla mancanza di attrezzature specializzate: il ring ad esempio, è stato costruito con corde che non rispettano le specifiche così come i sacchi utilizzati sono spesso rudimentali. Ma, nonostante tutto, i pugili di Gaza non vogliono utilizzare la mancanza di attrezzature come scusa per bloccare le loro aspirazioni.

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Nel primo viaggio, tenutosi a settembre 2018, è stata coinvolta la palestra popolare di Palermo, con l’ex campione italiano, Giancarlo Bentivegna. A gennaio 2019 un secondo gruppo è partito, questa volte con 2 palestre romane, la Palestra Popolare Valerio Verbano e la Palestra Popolare del Quarticciolo, entrambe realtà che vivono in contesi marginali, dove lo sport popolare assume un’importanza educativa fondamentale

Il progetto si svolge in tutta la Palestina, nelle città di Ramallah, presso la palestra “Elbarrio Gym”, e nella Striscia di Gaza con la Palestinian Boxing Federation, il boxing club campo profughi di Al Burej e Palestra Salah di Deir el Balah.

Nei giorni scorsi un gruppo di pugili della Verbano e del Quarticciolo è entrato a Gaza. Oltre a portare avanti il lavoro con gli atleti, questa volta ci sarà una parte dedicata ai tecnici; consapevoli di come il blocco israeliano di Gaza impedisca di aggionarsi e dopo un lungo confronto con loro, stanno approfondendo metodi e tecniche di formazione, così da poter arricchire lo scambio.

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Le palestre coinvolte sono a Gaza city e nella zona centrale della Striscia. Nonostante le difficoltà, gli allenamenti vanno avanti con grande entusiasmo e partecipazione; la continuità del progetto sta dando i suoi frutti: essere tornati la terza volta e lavorare con lo stesso gruppo ci sta consentendo di approfondire il lavoro e di programmare nuovi step.

Durante le lezioni, abbiamo consegnato il materiale che ci è stato donato durante le presentazioni; ci teniamo a ringraziare di cuore chiunque ci ha sostenuto e continua a farlo.


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