Pagine Esteri, 1 ottobre 2021 –Intervista a Leila El Houssi, docente di storia e istituzioni dell’Africa all’Università La Sapienza di Roma, sulla nomina di Najla Bouden Romdhane a premier incaricato e il suo impatto nelle vicende della Tunisia che attraversa una profonda crisi, politica ed economica. Sul suo lavoro grava l’ombra del presidente Kais Saied, accusato di aver impresso una svolta autoritaria al paese dove sono iniziate dieci anni fa le rivolte arabe.

 

Leila El Houssi è un’esperta di storia, culture e questioni di genere del Mediterraneo in età contemporanea, in particolare dei rapporti intercorsi fra l’Italia, la Tunisia e gli altri paesi del Nord Africa. E’ di qualche mese fa il suo ultimo volume: “L’ Africa ci sta di fronte. Una storia italiana: dal colonialismo al terzomondismo” (Carocci). Ha pubblicato numerosi articoli su riviste e quotidiani e libri tra i quali “Costruire la libertà. Tunisia: Dalla modernità alla tradizione?”, “Il Risveglio della democrazia. La Tunisia dall’indipendenza alla transizione” e “L’urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre”.

 

 

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