Pagine Esteri, 2 dicembre 2021 – Algeri con i suoi sogni rivoluzionari, Salonicco e i fantasmi del passato, Alessandria d’Egitto e il peso insostenibile della memoria, Tangeri la bizzarra, Beirut con il suo fascino fragile, Tripoli e Bengasi in stato di rivolta permanente, Istanbul e la nostalgia dell’Impero… Quello di Alberto Negri* non è un itinerario solo geografico e storico, ma è un ritratto sentimentale delle principali città del Mediterraneo del sud, città che improvvisamente diventano persone, amanti di una notte o di una vita, dai quartieri come corpi e i palazzi come volti, con le loro grinze e le loro ferite impossibili da rimarginare. Lo sguardo del reporter si confonde con l’afflato dello scrittore, la storia collettiva, con i suoi protagonisti – letterari, politici, militari – si intreccia agli aneddoti degli uomini e delle donne di passaggio, i pensieri più intimi si alternano alle visioni geopolitiche consegnando alla nostra letteratura di viaggio una pagina appassionata e commovente, scritta sulla Sponda sud di un Mediterraneo che ci siamo rassegnati a guardare come al mare degli “altri”.



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*Alberto Negri. Giornalista e inviato di guerra, classe 1956, Alberto Negri ha seguito per oltre trent’anni per il «Sole24Ore» i principali eventi politici e bellici in Medio Oriente, Balcani, Asia Centrale e Africa. Vincitore di numerosi premi per la sua attività, tra i quali il premio internazionale Maria Grazia Cutuli nel 2009 e il premio Colombe per la Pace nel 2015. Oggi è editorialista de «Il Manifesto» e Senior Advisor dell’ISPI. Autore dei saggi Il turbante e la corona e Il musulmano errante, storia degli alauiti e dei misteri del Medio Oriente.