Intervista audio a Tiziano, volontario italiano nella Siria del nord-est. Con lui abbiamo parlato dell’assalto Isis al carcere di Sina’a, del ruolo della Turchia e del radicamento del sistema politico del Rojava nella vita delle comunità

Combattenti delle Sdf ad Hasakah (Foto: Anf English)
Combattenti delle Sdf ad Hasakah (Foto: Anf English)

della redazione

Roma, 2 febbraio 2022, Nena News – Il 20 gennaio lo Stato islamico attaccava la prigione Sina'a ad Hasakah, dove sono detenuti 5mila suoi membri, catturati in questi anni dalle Forze democratiche siriane (Sdf) nella Siria del nord-est. Dieci giorni dopo, le Sdf hanno ripreso il controllo della prigione e messo in sicurezza la città. A difenderla anche le forze di autodifesa dei quartieri, parte delle comuni tipiche del sistema di confederalismo democratico del Rojava.

Dell'assalto al carcere, della permanenza dell'Isis tra Siria e Iraq, del ruolo della Turchia e dell'assenza della comunità internazionale, abbiamo parlato con Tiziano, volontario italiano nella Siria del nord-est.

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