Traduzione a cura di Valeria Cagnazzo

Articolo originale di Ben Freeman su Responsible Statecraft, 11 febbraio 2022



Pagine Esteri, 14 febbraio 2022 – Mentre le tensioni con la Russia raggiungono il loro punto di ebollizione, i lobbisti ucraini lavorano febbrili per plasmare la risposta degli Stati Uniti. Le agenzie che curano gli interessi dell’Ucraina hanno, infatti, inondato gli uffici dei membri del Congresso, i think tank e i giornalisti con oltre 10.000 messaggi e appuntamenti nel 2021, secondo una analisi dei documenti depositati da FARA (Foreign Agents Registration Act) per un dossier del Quincy Institute prossimo alla pubblicazione. Per mettere in prospettiva questa straordinaria campagna, basti pensare che la lobby saudita – nota per essere una delle più grandi lobby a Washington, nello stesso anno ha registrato 2.834 contatti, appena un quarto di quanto gli agenti ucraini hanno fatto.

La Russia ha posizionato oltre 10.000 truppe sul confine con l’Ucraina e, solo ieri (10 febbraio, ndr), ha iniziato a condurre delle esercitazioni militari con la Bielorussia sul confine ucraino in quello che alcuni temono possa rappresentare il via ad un’invasione. Così come il numero delle truppe russe alla frontiera ucraina è cresciuto, anche gli sforzi degli agenti dall’Ucraina si sono moltiplicati per assicurare al Paese il supporto degli Stati Uniti e della Nato.

In particolare, la campagna si è concentrata sull’interruzione dei lavori per il gasdotto Nord Stream 2, che secondo i funzionari ucraini rappresenta una minaccia seria alla loro sicurezza almeno quanto le truppe russe. Se completato, il gasdotto permetterebbe alla Russia di esportare gas naturale direttamente alla Germania e al resto d’Europa, mettendo a repentaglio i miliardi che l’Ucraina attualmente guadagna grazie al transito del gas russo verso l’Europa.

Il Congresso americano è stato il primo obiettivo degli agenti dell’Ucraina: oltre 300 membri dello staff di Camera e Senato hanno ricevuto più di 8.000 email, chiamate telefoniche, incontri con i lobbisti ucraini. Gli agenti rappresentanti della Federazione Ucraina degli Impiegati dell’Industria del Petrolio e del Gas (UFEOGI), la più grande associazione di aziende energetiche in Ucraina, hanno sommerso Capitol Hill di titoli come “Gli Ucraini chiedono al Senato degli Stati Uniti di sanzionare l’arma del gasdotto di Putin” e altri che affermavano “Mosca considera le concessioni come un segno di debolezza”.

I lobbisti sembrano aver trovato un interlocutore amico nei senatori repubblicani, in particolare nel senatore Ted Cruz (R-TX). A gennaio, hanno diffuso un tweet del primo ministro ucraino che affermava che il gasdotto Nord Stream era “una minaccia alla nostra sicurezza e democrazia non meno esistenziale delle truppe russe sul nostro confine”. Questo sentimento è stato ripreso quasi alla lettera due giorni dopo da Cruz, che ha dichiarato di sperare di “sollevare la minaccia esistenziale rappresentata dal Nord Stream 2”.

Nel 2021, i lobbisti di UFEOGI si sono concentrati intensamente anche sui senatori che avevano co-sponsorizzato nel 2020 la legge per bloccare il completamento del gasdotto Nord Stream 2, tra i quali appunto Cruz, ma anche John Barrasso (R-Wyo), Tom Cotton (R-Ark), Ron Johnson (R-Wis) e Jeanne Shaheen (D-N.H.). Questi senatori, tutti membri del Comitato di Relazioni Internazionale, che avevano in passato già manifestato posizioni dure nei confronti della Russia, sono stati contattati almeno 100 volte nel 2021 e, in diverse occasioni, i membri del loro staff hanno incontrato direttamente i lobbisti.

All’inizio del 2022, dopo che Cruz ha proposto una legge per imporre ulteriori sanzioni alla costruzione del gasdotto, i lobbisti ucraini hanno lavorato con fervore perché fosse approvata. Quando il disegno di legge è stato attaccato dall’amministrazione Biden, che obiettava che fosse stato “disegnato per minare all’unità dei nostri alleati, non per punire la Russia”, gli agenti ucraini hanno rapidamente risposto con un resoconto di “fatti sul campo” mandato a quasi ciascun senatore democratico e a metà dei repubblicani per smontare le argomentazioni dell’amministrazione.

Il resoconto è stato distribuito per contro dell’UFEOGI da Daniel Vajdich, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale della campagna presidenziale di Cruz nel 2016 e attualmente presidente di Yorktown Solutions, il gruppo di lobby che rappresenta UFEOGI. Gli agenti ucraini di KARV Comunicazioni hanno anche inviato un resoconto ai giornalisti che spiegava che “Il solo messaggio che la Russia capisca sono la fermezza e la pressione”. (Conflitto di interesse: il consulente senior di KARV Comunicazioni Amir Handjani è un sostenitore del Quincy Institute).

La proposta di legge di Cruz ha ricevuto un mare di voti ma, nonostante gli sforzi di Vajdich e degli altri lobbisti, non è stata approvata. Un atto legislativo rivale, proposto dal Senatore Bob Menendez (D-N.J.) e supportato dall’amministrazione Biden, ha un tiro migliore: anch’esso cerca di arrestare il completamento del gasdotto Nord Stream 2 ed è stato soprannominato “la madre di tutte le sanzioni”. La spinta lobbistica dell’Ucraina su Capitol Hill è stata adiuvata dall’ex membro dello staff di Menendez, Brittany Beaulieu di Yorktown Solutions, che ora rappresenta UFEOGI e il “Movimento civile per un’Ucraina giusta”, un’associazione no-profit il cui primo obiettivo è quello di “de-oligarchizzare l’Ucraina”. Nel suo nuovo ruolo di lobbista per conto dell’Ucraina, Beaulieu ha diffuso tweet del suo ex capo sul bisogno di “una maggiore assistenza alla sicurezza dell’Ucraina e nuove sanzioni al Cremlino”.

Yorktown Solutions ha anche diffuso un articolo del comitato editoriale del Wall Street Journal che avvertiva che “un fallimento del voto sulle sanzioni sarebbe un motivo in più per il Signor Putin per non prendere sul serio le minacce di sanzioni da parte degli Stati Uniti”, in riferimento alla proposta di legge di Menendez che imporrebbe sanzioni alla Russia a prescindere dall’invasione dell’Ucraina. I giornalisti della redazione del Wall Street Journal – che opera indipendentemente dal comitato editoriale – sono stati contattati in almeno 147 occasioni in tutto il 2021, anche per programmare un incontro con la leadership di UFEOGI, secondo l’analisi del Quincy Institute del dossier redatto da FARA.

I think tank, infine, sono stati contattati oltre 1.100 volte dagli agenti ucraini, e in oltre la metà dei casi i contatti erano rivolti a un destinatario in particolare: il Consiglio Atlantico. Questa straordinaria mobilitazione includeva diversi incontri con studiosi del Consiglio Atlantico, come l’ex ambasciatore USA in Ucraina John Herbst, che ha sostenuto un approccio più militarizzato nei confronti della Russia nel corso della crisi ucraina. Herbst ha recentemente detto all’agenzia stampa NPR che il Presidente Joe Biden dovrebbe “mandare più armi all’Ucraina adesso. Con tutti i suoi mezzi, dovrebbe portare ulteriori forze USA e Nato lungo il confine con la Russia”. Herbst è stato anche al centro nello scorso marzo dello scalpore scatenato nel Consiglio Atlantico dalla lettera firmata da lui e da altri 21 membri del Consiglio in opposizione a 2 altri colleghi dello staff che avevano suggerito un approccio più moderato nelle trattative con la Russia.

Il Consiglio Atlantico ha anche lanciato la “AllertaUcraina”, che pubblica articoli quotidiani per dissuadere la Russia. Un recente articolo, “Sondaggio: l’opinione pubblica occidentale sostiene un supporto più forte dell’Ucraina contro la Russia”, nota che il sondaggio in questione è stato commissionato dalla Fondazione Victor Pinchuk e dalla Yalta European Strategy, fondata di Pinchuk; l’articolo, tuttavia, non menziona che la fondazione è un grande contribuente del Consiglio Atlantico, con donazioni di 250.000-499.000 dollari all’anni, o che Pinchuk stesso – il secondo uomo più ricco in Ucraina – siede nel comitato consultivo internazionale del Consiglio Atlantico.

Dopo il Consiglio Atlantico, l’intransigente Heritage Foundation è stata il secondo think tank più contattato dagli agenti ucraini. L’Heritage è stata fortemente spinta a promuovere soluzioni militari per la crisi russo-ucraina ed è stata contattata 180 volte nel 2021 dagli agenti delle lobby. Questa mobilitazione era rivolta ad esperti di alto livello dell’Heritage, come il Vice Presidente James Carafano, che ha ripetutamente sminuito gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti sull’Ucraina.

La lobby ucraina amplifica la voce di coloro che premono per una risposta statunitense più aggressiva alla crisi in corso, ma gli interessi ucraini sono tutt’altro che gli unici attori in questa battaglia di lobby che si svolge dietro le quinte. Il settore USA della difesa, ad esempio, ha speso oltre 117 milioni di dollari nel settore lobbistico nel 2021. Con le industrie delle armi statunitensi che guadagnano miliardi dalla vendita di armi all’Ucraina, i loro CEO vedono le tensioni in quell’area come una buona opportunità di affari. E, senza dubbio, gli interessi russi stanno spendendo cifre esorbitanti in operazioni di influenza e di lobbying negli Stati Uniti – circa 182 milioni di dollari dal 2016, secondo OpenSecrets.

 

Pagine Esteri Newsletter

Ogni settimana notizie su Africa, Medioriente, Mediterraneo, Mondo
Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.