di Valeria Cagnazzo

Pagine Esteri, 9 settembre 2023 – È salito a circa 2000 morti il bilancio provvisorio delle vittime del terremoto di magnitudo 6.8 che ha scosso il Marocco venerdì notte, alle ore 22.00 locali. I numeri, si teme, sono destinati ad aumentare ancora, mentre si continua a scavare anche a mani nude per cercare i dispersi sotto alle macerie.

L’epicentro è stato registrato a una profondità di 18.5 km a 72 km a sud-ovest di Marrakesh, secondo l’Istituto americano di Geological Survey (USGS).

 

Un terremoto “improvviso e catastrofico” lo hanno descritto i residenti della città. Il numero più alto di morti è stato registrato nella regione di al-Haouz, ma il sisma ha interessato almeno sei province del Paese sulla catena dei monti Atlas. Nell’area colpita dal terremoto vivrebbero tra le 8 e le 10 milioni di persone, molte di queste in aree rurali.  Il terremoto ha provocato ingenti distruzioni anche nel cuore della città vecchia di Marrakesh, patrimonio Unesco, dove gli edifici storici si sono sbriciolati sulle strade.

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica in Marocco si tratterebbe del più forte terremoto negli ultimi cento anni del Paese.

Il Centro Trasfusionale Regionale di Marrakesh, intanto, sta chiedendo in queste ore ai residenti della città di recarsi nella sede dell’istituto per donare sangue per i feriti che continuano a registrarsi a centinaia, man mano che proseguono le operazioni di soccorso.

Solidarietà al Paese e al Primo Ministro Aziz Akhannouch è stata espressa dai leader riuniti a New Delhi per il G20. Narendra Modi, nei panni in queste ore di padrone di casa del Summit, che ha promesso “ogni possibile aiuto per il Marocco in queste ore difficili”.

 

 

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