Tag: Medio oriente

IL LIBANO NEL BARATRO

A quasi un anno dalla tremenda esplosione al porto di Beirut, non si sblocca la paralisi politica in Libano malgrado le proteste popolari cominciare il 17 ottobre del 2017. Il paese dei cedri sprofonda in una crisi economica sempre più acuta che ha mandato in miseria centinaia di migliaia di persone. Il costo delle vita si è fatto insopportabile a causa anche dalla svalutazione della lira libanese nei confronti del dollaro. Per tanti è un problema procurarsi il cibo e le medicine mentre si aggrava la penuria di carburante

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MEDITERRANEO. Il lavoro e i giovani. La situazione nei Paesi del nord Africa e del Medio Oriente

Sono trascorsi dieci anni dalle “Primavere Arabe” e dai milioni di persone in piazza al grido di Lavoro, Libertà, Dignità. I pochi cambiamenti avvenuti non ha portato i miglioramenti sperati dal punto di vista lavorativo e finanziario. I Paesi più giovani del mondo offrono poco alle nuove generazioni e hanno livelli di disoccupazione superiori alla media mondiale

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CULTURA. Palestina: Suad Amiry, una “scrittrice per caso”.

PODCAST La più nota oggi delle scrittrici palestinesi, Suad Amiry si sente soprattutto un’architetta. E non solo perché ha studiato architettura all’American University di Beirut e all’Università del Michigan. E nemmeno perché dal 1981 insegna architettura all’università cisgiordana di Bir Zeit e dirige a Ramallah il Riwaq Center, per la conservazione di quello che rimane dell’architettura palestinese. Suad Amiry nella sua vita ha scritto saggi e romanzi nei quali ha raccontato, con grazia, tristezza e molto sarcasmo, di migliaia di case che, a cominciare dal 1948, i palestinesi furono costretti ad abbandonare in fretta e furia e che poi sono passate nelle mani degli israeliani. La ascoltiamo in questo podcast curato da Guido Piccoli

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PODCAST. Il Libano sprofonda nella crisi politica ed economica, dilaga la povertà

Intervista a Pasquale Porciello, giornalista a Beirut. A dieci mesi dell’esplosione al porto di Beirut e quasi a due anni dalle proteste popolari contro l’intera classe dirigente, lo stallo politico non è superato, il nuovo governo resta lontano e il disastro finanziario del Paese resta irrisolto. Centinaia di migliaia di libanesi a stento sopravvivono al carovita e alla svalutazione della valuta nazionale. Sul paese dei cedri pesa sempre l’influenza di potenze regionali e internazionali.

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