Nel Corno d’Africa cresce la tensione tra Israele e Turchia

Pagine Esteri - La decisione di Israele di riconoscere l'indipendenza del Somaliland – regione settentrionale della Somalia che dal dicembre del 1991 agisce in maniera indipendente dal governo centrale – rischia di esacerbare la competizione geopolitica in un quadrante del globo già frammentato e devastato da numerosi conflitti. Il Somaliland si trova in un crocevia geostrategico cruciale di fronte allo Yemen, affacciato sulla confluenza tra Golfo di Aden, Stretto di Bab el Mandeb e Mar Rosso. Di qui l'interesse di Israele, che attraverso il riconoscimento tenta una proiezione geopolitica nel Corno d'Africa in un'area fondamentale per il traffico commerciale ed energetico da sfruttare ad esempio attraverso il potenziamento del porto di Berbera. Oltre alle motivazioni di tipo economico, il riconoscimento del Somaliland viene concepito da Israele come un trampolino di lancio per estendere gli Accordi di Abramo – ai quali il governo locale ha già detto di voler aderire – nel continente africano. Inoltre un avamposto nella regione settentrionale somala consentirebbe a Israele di godere di un maggiore margine di manovra per condurre attacchi contro il movimento sciita degli Houthi in Yemen. Non a caso il leader del movimento "Ansar Allah", Abdul Malik al-Houthi, ha affermato: «Consideriamo qualsiasi presenza israeliana in Somaliland un obiettivo militare legittimo per le nostre forze, poiché costituisce un'aggressione contro la Somalia e lo Yemen e minaccia la sicurezza della regione». Come se non bastasse nei mesi scorsi più volte fonti israeliane hanno ventilato la possibilità di utilizzare il Somaliland come destinazione di una parte della popolazione palestinese espulsa da Gaza. Il riconoscimento della regione somala separatista da parte di Tel Aviv, annunciato il 26 dicembre,...

I Podcast di Pagine Esteri

Non si uccidono così neanche i gattini

di Il Manifesto. Sara Cimmino legge Vittorio Arrigoni

Guerniga in Gaza

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Amore sotto le bombe

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Descrizione del Il governatore di Istanbul ha vietato ogni incontro, dimostrazione e marcia nella parte europea della città, dove si trova l’università di Boğaziçi, utilizzando la pandemia come scusa per fermare ogni ulteriore protesta. in anteprima

INCHIESTA. Armi, sorveglianza, tecnologia. Il lato nascosto delle relazioni tra Israele e il Golfo

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di Julie Kebbi e Stéphanie Khouri – L’Orient Today - Ottobre 2020 Traduzione dall’inglese di Elena Bellini Nonostante i recenti accordi di normalizzazione abbiano scosso l’intera regione, la cooperazione tra lo Stato ebraico e le capitali del Golfo non è un fenomeno nuovo, ed è in corso da decenni. Un trattato militare mascherato da “accordo di pace”. Gli Accordi di Abramo vengono considerati da un certo punto di vista come una riorganizzazione dell’asse anti iraniano. Che la si appoggi o la si critichi, quest’interpretazione ha il merito di ricordare una realtà a volte dimenticata, oscurata dal discorso politico ambientale. Il patto...

SECURITY. L’israelizzazione della sicurezza interna negli USA

SECURITY. L’israelizzazione della sicurezza interna negli USA

di Max Blumenthal *- Greyzone (traduzione di Danilo Russo) Pagine Esteri, 12 aprile 2021 - Nell’ottobre del 2011, il Dipartimento di Polizia della Contea di Alameda ha trasformato parti del campus dell’Università di Berkeley California in un campo di battaglia urbano. Il motivo: “Urban Shield 2011” (una mostra annuale dell’equipe SWAT, organizzata per promuovere la “mutua risposta”, la collaborazione e la competizione fra reparti mobili di polizia, fortemente militarizzati, in rappresentanza di Dipartimenti di Polizia degli Stati Uniti e di altre nazioni). In quel momento, il Dipartimento di Polizia della contea di Alameda si stava preparando allo scontro imminente...

INCHIESTA. Armi, sorveglianza, tecnologia. Il lato nascosto delle relazioni tra Israele e il Golfo

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SECURITY. L’israelizzazione della sicurezza interna negli USA

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Messico contro il blitz Usa in Venezuela: allarme regionale e stop alle esercitazioni militari

Città del Messico. La notizia dell’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela del 3 gennaio, culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, ed il loro trasferimento negli Stati Uniti – ha suscitato in Messico un’ondata di preoccupazione, critiche e richieste di rispetto del diritto internazionale. A poche ore dall'operazione, la presidentessa Sheinbaum ha diffuso un messaggio di condanna e ha condiviso il comunicato ufficiale del governo messicano, che respinge con forza le...

STATI UNITI. Immigrazione e sangue, Trump spacca anche i Repubblicani

Con notizie delle agenzie di stampa La seconda sparatoria mortale compiuta da agenti federali dell’immigrazione a Minneapolis ha trasformato quella che l’amministrazione Trump rivendica come la più ambiziosa operazione anti immigrazione mai lanciata in un caso politico nazionale, capace di mettere sotto pressione non solo i democratici, ma anche il Partito repubblicano, costretto ora a fare i conti con crepe interne sempre più visibili. In poche settimane due cittadini statunitensi sono stati uccisi durante interventi dell’ICE in Minnesota. L’ultima...

ARABIA SAUDITA. Si sgonfia “Neom”, il sogno di grandezza di Mohammed bin Salman

Il sogno futuristico del (a dir poco) controverso Mohammed bin Salman (Mbs) si ridimensiona, lasciando spazio a una versione molto più limitata di quella che per anni è stata presentata come la più ambiziosa operazione di ingegneria urbana del XXI secolo. Neom, il progetto simbolo della Vision 2030 saudita, è in una fase di drastica revisione che segna una rottura netta con la narrazione trionfalistica costruita sin dal suo lancio. Secondo fonti informate, il principe ereditario, che presiede  Neom,...

Uccisione Pretti. Minneapolis insorge contro la polizia politica di Trump

Aggiornamento 25 Gennaio Non si placa lo sdegno per l'uccisione a sangue freddo a Minneapolis ieri mattina di Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, da parte di agenti del Dipartimento per la sicurezza interna. Il Dipartimento afferma che l'uccisione è avvenuta dopo che un uomo "si è avvicinato agli agenti della Polizia di Frontiera statunitense con una pistola semiautomatica calibro 9 mm" e questi hanno cercato di disarmarlo. La dichiarazione non specifica se la pistola fosse nelle mani di Pretti...

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