Pagine Esteri, 9 novembre 2021 – Tahsin Alayyan, dirigente di Al Haq, l’organizzazione indipendente palestinese per i diritti umani, intervistato a Ramallah, vede possibile un collegamento tra la scoperta dell’utilizzo dello spyware Pegasus sui telefoni di 6 attivisti e la classificazione di alcune organizzazioni palestinesi per i diritti umani come “organizzazioni terroristiche“. Il software, sviluppato dall’azienda israeliana NSO controllata dal ministero della difesa, è ormai da mesi al centro di uno scandalo perché utilizzata, in giro per il mondo, allo scopo di controllare conversazioni e messaggi in entrata e in uscita dagli smartphone di attivisti per i diritti umani, giornalisti, politici e oppositori. Solo qualche giorno fa il Dipartimento di Stato USA ha inserito Pegasus nella lista dei software banditi per ragioni di sicurezza nazionale. “Abbiamo bisogno di un supporto maggiore, più serio e concreto da parte dagli stati europei, perché Israele smetta di utilizzare contro di noi queste pratiche”, ci dice Tahsin Alayyan. Israele ha esteso a tutta la Cisgiordania la definizione di “organizzazioni terroristiche” per le 6 ONG palestinesi: in qualsiasi momento le loro sedi potrebbero subire perquisizioni, potrebbero essere chiuse e i loro membri arrestati.

 

 

 

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