Pagine Esteri, 29 novembre 2021 – Non è possibile parlare di debacle della destra in Venezuela: seguendo quella che è una tendenza, restano salde e vive le idee e gli interessi tipicamente di destra. Anzi, il partito spagnolo di estrema destra Vox è stato trasferito in America Latina per farne il perno di una nuova internazionale nera, in cui sono coinvolti i golpisti venezuelani sostenuti da think tank nord americani e nord europei.

La destra non è in dismissione ma è una destra che si fa la guerra per prendere il più possibile dal popolo, dall’ambiente, dalla società. Esiste in Venezuela una vena golpista che ha input e derivazioni esterne ma con grandi interessi nel paese, perché composta dai rappresentanti di quelle grandi famiglie che non accettano che sia passato il proprio tempo. Intervista, da Caracas, alla giornalista e scrittrice Geraldina Colotti.



 

 

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*Geraldina Colotti, giornalista e scrittrice, cura l’edizione italiana di Le Monde diplomatique. Poeta, saggista, traduttrice dal francese e dallo spagnolo, al termine di una lunga condanna per la sua militanza nelle Brigate Rosse, vive tra Roma e Caracas. È corrispondente in Europa per Resumen Latinoamericano e per il Cuatro F. Ha pubblicato poesie, romanzi e raccolti di racconti, editi in Francia, Germania e in Venezuela. Tra i suoi ultimi libri, Dopo Chávez, come nascono le bandiere (Jaca Book), la raccolta di versi Quel sole e quel cielo (La città del sole, Napoli) e l’antologia Poesia contra el bloqueo, edita in Italia, Cuba e Venezuela (Argo libri), insieme a Gabriele Frasca e a Valerio Cuccaroni. Tra gli ultimi libri tradotti, Il Credo di Aquiles Nazoa(PGreco)

 

 

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